HIEROGLYPHS

EVENTO A CURA DI DEADATO ARTE

Per ArtePiacenza, parallelamente alla Mostra Mercato d'Arte moderna e contemporanea, Deodato Arte espone le opere dell'artista Marco Lodola, sculture luminose e sericollages. Le stesse opere sono registrate e autenticate da Deodato Arte, che nel 2015 ha istituito l'Archivio Lodola proprio per proteggerne e preservarne il lavoro.
Tra queste, sarà possibile apprezzare due sculture da esterno, dell'altezza di tre metri
ciascuna: Serratura e Diabolus.

Marco Lodola
Nasce a Dorno (Pavia). Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Firenze e di Milano, e conclude gli studi discutendo una tesi sui Fauves, che con Matisse saranno un punto di riferimento per il suo lavoro, così come Fortunato Depero e il Beato Angelico. Agli inizi degli anni '80 fonda con un gruppo di artisti il movimento del Nuovo Futurismo, di cui il critico Renato Barilli diventa il principale teorico.
Dopo importanti esposizioni e progetti, negli anni '90 accresce la sua fama internazionale: è invitato ad esporre a Pechino, partecipa alla XII Quadriennale di Roma e alla VI biennale della Scultura di Montecarlo. Collabora con diversi scrittori contemporanei e musicisti, e nell'estate del '98, su incarico di Saatchi & Saatchi esegue i disegni per le affiches di Piazza del Popolo a Roma per la Tosca di Puccini.
Marco Lodola è oggi all'apice della propria carriera grazie alle sue iconiche sculture luminose. Il suo è uno stile inconfondibile e puramente Pop, e unisce arte, musica, cinema e design.

Marco Lodola - Dicono di lui...
Gioia e divertimento, magia e fantasia, cinema e musica sono gli ingredienti che caratterizzano il percorso creativo di Lodola. Ma non bisogna dimenticare che dietro alle ombre cinesi e alle immagini senza volto si celano l'artificio e l'alienazione, il mistero e l'enigma. Per spegnere le insegne del luna park e ascoltare il silenzio delle sue opere è sufficiente staccare la spina. Fatto questo gesto, le giostre si fermeranno e i saltimbanchi usciranno di scena lasciandoci soli con i nostri ricordi. Come in un film di Federico Fellini.
Alberto Fiz

Lodola riesce a proseguire la lunga vicenda dell'arte figurativa rifiutando i vecchi mezzi espressivi - gli antichi “media” della tela e del pennello, della creta e della pietra plasmata o scolpita - facendo ricorso invece a quelli che si possono definire i “new media”: i nuovi mezzi della comunicazione odierna basata sulla luce, sul colore, sul movimento, sullo scintillio del night-scape metropolitano. Ed è questa una delle prime costanti che Lodola ha saputo individuare.
Gillo Dorfles

Lodola ha recuperato il piacere di un'arte che non stabilisce più differenze con l'applicazione (la maggior parte delle sue opere sono potenziali oggetti d'arredamento), perché l'arte – come pensavano Depero, Delaunay, Léger – serve a decorare e reinventare il mondo dell'uomo, a entrare concretamente nel suo quotidiano.
Vittorio Sgarbi



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